• Radio Spasso

L’ESTATE CON I BAMBINI


Mentre termina lentamente anche quest’estate duemilaventi, si avvicina finalmente, irrimediabilmente quel momento che tutte le mamme aspettano con ansia dall’inizio di giugno. Potete immaginare qual è? No? Bene vi illuminerò io. L’apertura delle scuole. Sì, proprio così. Si avvicina pian piano il momento in cui quel portone si aprirà, e tuo figlio ti guarderà con occhi tristi e colmi di sconforto dicendo “Mammaaaaa mi mancheraii non mi lasciare da solo noooo”… E tu mamma, dal profondo del tuo cuore, gli risponderai “Amore mioooo mi mancherai TANTISSIMO, non vedo l’ora che TORNI, TI ASPETTO PER GIOCARE”, con tanto di lacrimuccia. Ma dentro di te in realtà qualcosa di nuovo sta nascendo, una sensazione magica, ormai quasi dimenticata dopo tre mesi, ed è la sensazione della LIBERTA’. Ti allontani tristemente mentre nella tua testa risuona DON’T STOP ME NOW dei Queen e appena lui varca quella soglia, il tuo cuore ha un tonfo. LIBERTA’. Siamo mamme degeneri? Siamo mamme cattive? NO. E lo sapete perché? Perché noi abbiamo trascorso un’estate intera con i bambini. E cosa vuol dire? Eh…



Il mare senza figli

Il mare senza figli è quella meravigliosa vacanza in cui la mattina ti svegli con calma, fai una colazione abbondante (sono in vacanza, cos’è la dieta?) con caffè, cappuccino, cornetto, aranciata, pane e marmellata e solo DOPO aver mangiato tutto ciò puoi finalmente dedicarti alla scelta del costume. Metto quello giallo? Quello bianco? Come mi sento oggi? Oggi meglio quello giallo. O forse no. Poi ci si prepara una borsa, bella grande, con creme, olio, asciugamano ben piegato, asciugamano per i capelli, occhiali da sole…E quando arrivi in spiaggia ti siedi comodamente sul lettino, aspettando di raggiungere il nirvana o quel momento in cui sentirai troppo caldo e dovrai farti un bagno. Ti alzi dal lettino come una bagnina di BayWatch cercando di adocchiare il ragazzo più carino della spiaggia (GUARDATE QUANTO è FIGO IL MIO COSTUME GIALLO EH EH EH AMMIRATEMI TUTTI) e ti avvii LENTAMENTE verso il bagnasciuga, dove rimani qualche minuto prima di buttarti. Una volta in acqua, resti mezz’ora a farti coccolare dalle onde e dopo risali. A bere un caffè del nonno. E poi quel momento che aspettavi ormai da mesi, quando ti sdrai sul lettino e finalmente puoi prendere in mano quel libro che aspetti di leggere dall’inizio dell’anno, quello che ti hanno regalato ma che per un motivo o per un altro non hai mai iniziato...

Questo è il mare.

Senza figli.


Il mare con i figli


Ti svegli. Alle sette del mattino. Con tuo figlio che salta sul letto urlando MAMMAAA ANDIAMO A MAREEE. Non c’è tempo di fare colazione, un caffè al volo presto presto. Cosa devo prendere? Crema solare. Asciugamano. Ciabattine. Gonfiabile a forma di coccodrillo. Gonfiabile a forma di ananas. Di Saetta McQueen. Materassino, gommoncino, braccioli di Spiderman. Braccioli di Batman Secchiello, paletta, rastrello, formine, costumini. Occhialini e mascherina. Okay, sei pronta, siamo pronti,usciamo bambini, andiamo, su su. Esci dal portone. Tuo figlio ti guarda.

“Che c’è amore?”

“Mamma, ma tu non lo metti il costume?”

Poi ti osservi. E ti rendi conto di essere scesa in mutande.

Bene, il mare con i figli è più o meno questo. Non c’è spazio in borsa per il tuo asciugamano per capelli, né per il tuo olio, né per i costumi di ricambio. Però almeno c’è spazio per il libro! Un libro che, chiariamolo subito, non leggerai MAI. È scritto nel tuo destino, non puoi farci niente. Perché una volta arrivata in spiaggia, passerai quaranta minuti a gonfiare i gonfiabili sotto al sole, mentre i tuoi figli FUGGONO letteralmente da te (davvero, ma come fanno a sparire così in fretta? Cos’è, il teletrasporto? PERCHE’ NON LO INSEGNANO A ME COSì ME NE VADO A CUBA?) e ritornano letteralmente ricoperti di sabbia, irriconoscibili (e quanto ci vuole a togliere quella sabbia quando la sera faranno la doccia, solo le mamme più intrepide possono saperlo), e tornano con una richiesta, ed una soltanto. MAMMA VIENI A FARE IL BAGNO CON NOI. E in quel momento ti senti come il capitano del Titanic mentre vede la sua nave affondare e si lascia sommergere dalle onde. Ma il bagno per fortuna non dura troppo (un’ora, se tutto vi va bene, ma il mio è arrivato anche a due, non mi sentivo più le dita) e riuscirai finalmente a risalire in superficie, stenderti sul lettino e prendere quel libro (ormai ricoperto di sabbia, acqua e yogurt), aprirai quella pagina e…

“Mamma, devo fare la cacca.”

Non vedo l’ora che riaprano le scuole.

Non vedo l’ora.

Giulia Nania


foto: Unsplash

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