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GOOD MANNERS


La signorina Delilah Heartfell era una fanciulla tanto piena di sè quanto poco disposta ad ammetterlo, seppur molto giudiziosa. Questa convinzione derivava non già dalla sua personale osservazione, o non soltanto, ma da ciò che gli altri dicevano di lei. La ragazza in questione era infatti senza dubbio molto graziosa, delicata, molto elegante, niente di meno di ciò che ci si sarebbe aspettato da una giovane della sua estrazione. Ella era infatti figlia del defunto Mr Heartfell, un ricco signore di città che amava la vita di campagna. Era infatti in campagna che aveva avuto occasione di stringere rapporti tanto saldi da spingerlo ad affidare la sua unica figlia ad uno di questi rispettabili signori. Il signor Godwell aveva acconsentito senza esitazione ad accudire la ragazza: non si poteva certo rifiutare una richiesta di tale importanza fatta in punto di morte. Non c'erano d'altronde motivi validi per rifiutare. La disponibilità economica che accomunava le due famiglie permetteva di mantenerla e inoltre il gentiluomo provava un sincero affetto verso quella cara ragazza che pure aveva intrapreso rapporti di amicizia con il suo primogenito. Il giovane William Godwell era stato felice di poter rallegrare un poco le giornate di lady Delilah nel periodo di lutto. Il suo interesse era tale da far sperare la cara signora Godwell in un matrimonio che sarebbe stato di certo gradito a tutti. Tuttavia i sentimenti del giovane, come spesso accade, erano stati travisati dagli osservatori meno attenti, che avevano scambiato affetto fraterno per serio interesse. Tutto ciò che egli provava verso lady Delilah era uno spiccato istinto protettivo e, come detto, affetto fraterno, ricambiato di buon grado. Questo istinto era aumentato da quando anche il signor Godwell era venuto a mancare e il peso di tale custodia, come quello di padrone di casa, gravava ora sulle spalle del venticinquenne. Mancavano pochi giorni a marzo, quando avrebbero fatto tre anni che la ragazza soggiornava presso i Godwell e a maggio avrebbe compiuto ventitrè anni, lo stesso mese in cui ci sarebbe stata una nuova, giovane signora Godwell.

“Oh Alison, cara Alison, ti imploro, parla più piano! Immagino quanto la gioia per il tuo matrimonio debba risultarti immensa, ma cerca di contenerti.” disse la signorina Heartfell.

“Delilah, proprio tu mi chiedi uno sforzo tale? Contenere la mia gioia? No, no, non posso. Non capisci cosa significa per me? Me lo ha chiesto! Oh, che felicità! Non so come tu abbia potuto fartelo scappare. Un giovane così bello, possibile che tu non abbia mai provato sentimenti nei suoi confronti? Si, certo, sei la protetta di suo padre, ma proprio per questo sarebbe stato naturale.”

“Dovei presupporre che tu non mi conosca così bene quanto te ne vanti di solito? No, piuttosto che farti torto preferisco credere che la tua mente sia semplicemente preda di tutt'altri pensieri. Dovresti sapere che il mio attaccamento al tuo Will non si spinge oltre l'affetto che tu stessa rivolgeresti ai tuoi fratelli, se ne avessi.”

Alison Redhair era infatti la maggiore di tre sorelle ed anche la prima a sposarsi, naturalmente. Lei e lady Heartfell erano diventate ottime amiche fin da subito, essendo vicine di casa. Frequentavano inoltre la stessa cerchia di amicizie, sicché le occasioni di incontro erano molteplici.

Delilah, benché rimproverasse all'amica troppa veemenza nell'esprimere la sua felicità, era ella stessa assai contenta per quel matrimonio. Ma il matrimonio non era l'unico evento che avrebbe scosso le loro vite quell'estate. Infatti, un discreto gruppo di amici di Mr. William aveva deciso di abbandonare la città in favore di un'aria più salubre quale quella di campagna e di trattenersi lì fino ed oltre la data del matrimonio, affittando una discreta tenuta non distante dalla loro. Per Delilah, che mancava dalla città ormai da quando era bambina, stringere nuovi rapporti era esaltante, vista la non molto vasta cerchia di conoscenze. Di tutt'altro avviso era la vecchia signora Godwell, che ogni volta, alla domanda: “Non vi capita spesso di annoiarvi, data la scarsa varietà di famiglie che frequentate?” rispondeva con aria perplessa “Scarsa, dite? No, cielo, cara. Frequentiamo almeno dieci famiglie diverse! Qui in campagna c'è sempre tanto da fare.”

Sicché le faccende di cui occuparsi erano tante e il tempo a disposizione così poco che tutte le signore coinvolte in quella allegra faccenda si sentirono in dovere di prodigarsi senza sosta per preparare tutto come si conveniva.


Luna


Fine parte uno


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