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I 5 VOLTI DELLA QUARANTENA


La gente è improvvisamente diventata attiva, condivide articoli, commenta, posta continuamente foto – in una parola, non sa più cosa fare. Ecco, tra questa miriade di personaggi – dopo uno studio sociologico accurato e approfondito – ho l’onore di presentarvi loro: i cinque casi umani della quarantena, i veri volti di questo periodo di clausura, quelli che tutti, e dico TUTTI abbiamo visto improvvisamente divenire protagonisti delle nostre vite.




1. Il propositivo

Avete paura? Siete angosciati? Il Covid-19 vi spaventa e siete sull’orlo di una crisi isterica? Non preoccupatevi, perché a consolarvi c’è lui, IL PROPOSITIVO. Il propositivo è sempre lì pronto a dirvi che ANDRA’ TUTTO BENE, PIU’ CI SPERATE E PIU’ ANDRA’ MEGLIO, STATE TRANQUILLI RAGAZZI PERCHE’ NE USCIREMO PIU’ FORTI DI PRIMA, SIAMO I NUMERI UNO, VIVA L’ITALIA!

Questo soggetto è particolarmente interessante perché non si limita ad esprimere il suo ottimismo, ma cerca di propinarvelo in tutti i modi: sul suo balcone c’è l’immancabile striscione con la scritta ANDRA’ TUTTO BENE, alle 18.00 di ogni pomeriggio si sintonizza con Chiara e Fedez per cantare l’inno d’Italia, non manca una puntata di Barbara D’Urso per scoprire come lavare al meglio le mani ed è convinto che UNITI CE LA FAREMO. E i morti? E i contagi? Il propositivo non perde mai la speranza: il Covid-19 verrà sconfitto, LA GUERRA LA VINCEREMO NOI e tutti torneremo nelle nostre case di pan di zenzero, con unicorni rosa che trottano sulla nostra testa e soffici nuvole fatte di panna che mangeremo per rimpinzare la nostra pancia di felicità!

…Meglio passare al secondo.

2. Il nostalgico

Prima della quarantena, la nostra vita scorreva veloce, eravamo sempre super-impegnati e non c’erano mai pause... è un peso, ed è chiaro che ci annoi. Ma pazienza, quasi tutti se ne fanno una ragione. Tutti tranne lui. IL NOSTALGICO. Il nostalgico è quel tipo di persona per la quale la funzione di Facebook e Instagram “I tuoi ricordi” è la benedizione più grande che sia scesa sulla terra dai tempi di Gesù di Nazareth. Perché grazie a quella funzione, ogni giorno può intasare le vostre bacheche con foto del suo passato, alias viaggi in Tailandia, Groenlandia, America, serate a Mykonos, bagni a Zante e scampagnate sul K2, cose che tutti i viaggi che si è fatto quello lì voi non ve li farete nemmeno dopo un’intera vita passata a lavorare… il tutto ovviamente accompagnato dagli immancabili hashtag richiesti dal caso, del tipo #feelingnostalgic, #memories, #misssummer, #missmyreallife, #misstuttoquellocheiohoechevoinonavretemai, cose così insomma. Allora, dal profondo del nostro cuore, diciamolo tutti: CARO NOSTALGICO, NON CE NE FREGAVA NULLA DELLA TUA VITA PRIMA, E NON CE NE FREGA NULLA NEMMENO ADESSO.

3.Il profeta

Il Coronavirus è stato un fulmine a ciel sereno e ha colto impreparato veramente ognuno di noi. Ognuno di noi tranne… il profeta. Sì ragazzi, perché lui sapeva. Sapeva tutto, da prima. Il profeta è infatti quel tipo di persona che continua a dire cose come “Io lo avevo detto che lavarsi le mani era importante…” oppure “Eh, se ascoltavate me, sicuramente avreste capito…” o ancora “L’uomo è da sempre l’unico male dell’umanità…”

La verità è che è stato lui, il profeta, a produrre e girare il film Io sono Leggenda, voleva darci un segno della sua incredibile onniscienza e dei presagi che nutriva per il futuro, ma purtroppo noi – poveri, comuni mortali – non abbiamo recepito il messaggio, e di conseguenza secondo il suo parere faremo proprio la fine di Will Smith con il suo cane (spoiler: NON FANNO UNA BELLA FINE).

Quindi cosa ci resta da fare? Semplice. Ascoltare le sue lagne per l’eternità, sperando che sia in grado di profetizzare anche il momento in cui chiuderà quella sua boccaccia di m*. Ops.

4. L’atleta

L’atleta è uno dei miei preferiti. Lui, che fino al 10 marzo non sapeva nemmeno che forma avesse un peso da 2 kg, lui che pensava che lo squat fosse una specialità culinaria americana ed era convinto che le flessioni esistessero soltanto nei film di Rocky, proprio lui è improvvisamente diventato un personal trainer. Eh sì. Tutti i giorni, puntuale, l’atleta posta foto dei suoi esercizi spiegandovi a dovere quale allenamento seguire per rimanere sani e in forma durante la quarantena –a voi, che state lì comodi sul vostro divano a leggere TV, Sorrisi e Canzoni – facendovi sentire ancora più uno schifo perché voi, una volta, in un remoto passato, IN PALESTRA CI ANDAVATE, ma adesso non sapete nemmeno più che cosa sia.

Non ci resta dunque che sperare che quando tutto questo sarà finito OGNI COSA TORNI AL SUO POSTO, e l’atleta torni a fare ciò che gli riesce meglio, e cioè: nulla.

5. Lo chef

Premetto che, nell’adolescenza, avevo una vaga dimestichezza con la cucina e talvolta – e sottolineo, talvolta – i risultati non erano nemmeno troppo disastrosi. Ma è comunque nulla, nulla in confronto a quello che riesce a fare lui, L’ESPERTO DI CUCINA DELLA QUARANTENA. Nemmeno fosse Carlo Cracco, l’esperto di cucina posta continuamente, ogni giorno, foto di ciò che ha cucinato a colazione, pranzo, cena, senza ovviamente dimenticare lo smoothie delle 11.00 e la torta delle 17.00. E mentre lui si diletta ai fornelli, tutto quello che voi siete riusciti a fare è aprire una busta di fonzies per stravaccarvi davanti a Netflix e rialzarvi dal divano (forse) il giorno successivo.

La domanda che ci poniamo tutti a questo punto è: ma saranno buone le cose che cucina lo chef, oltre che instagrammabili?

(Secondo me no.)

Sperando sinceramente che nessuno di voi lettori appartenga ad una delle categorie sopra elencate, se per caso avete individuato qualche altro comportamento sospetto-divertente-deprimente delle persone in questi giorni, si accettano consigli per ampliare la lista. E come direbbe il propositivo, #uniticelafaremo

Giulia Nania

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