Good Manners


La prima settimana di marzo passò velocemente. Mancavano pochi giorni al ballo che si sarebbe tenuto a casa Godwell. Lilah e Alison si destreggiavano come meglio potevano nella situazione mentre cercavano di evitare i litigi tra la padrona di casa e la madre della sposa. La loro organizzazione, tuttavia, era impeccabile, come ci si aspetta da due signore benestanti di buon gusto e di buona famiglia. Due argomenti, apparentemente di egual valore per le signore, erano stati, però, lungo tempo al centro dei dibattiti. Il colore delle tovaglie e l'invito di una certa signora. Lady Marta Clarke, era una amica di famiglia di lunga data dei Godwell. Ella era una persona tanto interessante quanto talvolta fuori luogo nei contesti più sociali. Il suo comportamento e le sue idee le erano valse la considerazione che le altre signore avevano di lei: una donna ricca libertina e non sposata. Delilah la adorava. Ammirava le sue scelte di vita e condivideva le sue idee, per lo più segretamente, sapendo che l'unica cosa che rendeva la sua presenza meno sconveniente era il nome della sua buona famiglia. Delilah voleva fortemente la sua presenza al ballo, si fidava dei suoi attenti giudizi ed era impaziente di discutere con lei di ogni singolo nuovo ospite che avrebbe presenziato a ballo. Proprio di questo discutevano Lilah ed Alison mente un pomeriggio cavalcavano nella tenuta dei Godwell.

"Non vedo come la sua presenza potrebbe inficiare la riuscita dell'evento, lo dico onestamente" disse Lilah.

"Io la apprezzo, lo sai bene, mia madre non la pensa come te purtroppo, teme che gli invitati di William possano giudicare la sua presenza"

"Hanno paura di esporsi al ridicolo, non rendendosi conto che questo comportamento infantile è l'unico degno di scherno. Gli amici del tuo sposo non adegueranno di certo il loro affetto per lui al comportamento dei suoi invitati. Se ciò dovesse accadere sapremo di chi avere una pessima opinione"

"Pare che tu abbia già riflettuto su ogni avvenimento prima che il problema si ponga, cara. Questa volta anche io ci ho riflettuto più di quanto avrei voluto, ma la mia conclusione è stata circa la medesima" ribatté Alison. Le due si trovavano spesso d'accordo, nonostante i loro caratteri così diversi.

"Come pensi che siano, dunque, questi amici di città? Dovrebbero arrivare domani se non ricordo male" chiese Alison. Gli amici dello sposo sarebbero stati ospiti a casa Godwell fino al matrimonio per suo stesso desiderio. Non avevano avuto occasione di incontrarsi per lungo tempo ed era ora di recuperare le occasioni perdute prima del lieto evento.

"Ti ho promesso di sospendere i miei giudizi il più possibile e cercare di cogliere solo ciò che mi sarebbe parso positivo. Dunque, ho preferito non rimuginare troppo su di loro. Se non creo aspettative, le persone sembreranno migliori, suppongo". Delilah guardò in lontananza verso casa, mentre un piacevole vento soffiava gelido e rinvigorente.

"Ritengo di esserci trattenute fin troppo a cavallo, non vorremmo prendere un malanno una settimana prima del ballo, cara" disse Alison a quel punto. Lilah scrutava l'orizzonte. Vedendo due figure avanzare nel prato in lontananza, decisero di avvicinarsi. Riconobbero subito Mr. Godwell, era insieme ad un gentiluomo che non avevano mai visto. Spronarono i cavalli, sospinte a favore di vento, il quale fece volare via la sottile sciarpa dal cappello di Delilah, che spronò maggiormente il cavallo per rincorrerla. Si fermò bruscamente appena raggiunti in due giovani, vendendo che il misterioso gentiluomo aveva raccolto la sua sciarpa dal suolo e discuteva con Mr. Godwell.

"Fratello, sei uscito a cercarci" disse lei osservando incuriosita lo sconosciuto. Era alto e slanciato, vestito con abiti di buon gusto, sorrideva. In pochi secondi la ragazza stava costruendo il suo giudizio in maniera assolutamente involontaria e spontanea.

"Signore, uno dei nostri ospiti ci ha onorato un anticipo, sono lieto di farvi fare la conoscenza di George Barnes, uno dei miei più cari amici"

Il giovane sorrise nuovamente, fece un leggero inchino.

"E’ un piacere potervi finalmente incontrare di persona, dopo le meraviglie che mi sono state raccontate sono impaziente di conoscervi. Inoltre, sono lieto di poter essere stato di una qualche utilità al nostro primo incontro, questa deve essere vostra" disse porgendo la sciarpa a Delilah. Lei lo scrutò dall'alto in basso per due secondi di troppo, poi sorrise amabilmente.

"Ci conosciamo da due minuti e sono già in debito con voi, signore, sarà una conoscenza interessante. Ci perdonerete, inoltre, se non siamo saltate giù da cavallo per le presentazioni, come vedete a noi signore toccano abiti inadatti alle cavalcate." disse lasciandosi sfuggire una risatina imbarazzata.

" Non dovete crucciarvi, se è quello lo sguardo che mi riservate quando mi guardate dall'alto, allora non ho niente da rimproverarvi. Sarò lieto di aiutarvi a scendere, però, se lo desiderate” rispose lui. Lilah colse la sincerità delle sue parole, senza farsi sfuggire qualche nota di sarcasmo. Le loro mani si toccarono mentre lei saltava giù da cavallo. Decise che lo odiava.

Eva Luna Tarallo